UN SACCHEGGIO?

Il mistero del “saccheggio” nella redazione di “MS Idee & Format per la da cui partorisce L’INDISCRETO

Era la sera del 21 maggio 2018, ed erano ormai le 21.30 circa quando rincasando, mi misi a parlocchiare con il mio inquilino, un Carabiniere, eccellente Carabiniere direi. Tuttavia, però, mi accorsi dopo di vedere accese le luci interne del salone di casa mia - quando io ormai, invece ci vivevo da solo - accanto agli uffici di “MS Idee & Format per la TV”.

E scherzando con il mio vicino, dissi che forse mi ero dimenticato la luce accesa, e lo salutai. Mentre mi avvicinavo ad uno degli ingressi di casa, però, percepivo chiaramente che qualcosa non andava e scongiuravo che così non fosse.

Una volta entrato dentro casa vidi la porta dello studio squassata… accedei e vidi che mancava tutto… proprio tutto. Computer, hardisk portatili, microregistratori, fascicoli ed altro ancora… e per un attimo mi accasciai in preda alla afflizione, a casa avevano effettuato un furto…  Poi invece iniziai a chiamare ad alta voce il mio vicino, il Carabiniere, che prontamente intervenne ed  assieme verificammo “la scena del crimine”, e poi chiamai l’intervento dei Carabinieri, che da lì a poco intervennero.

(INSERIRE LE FOTO DELLA PORTA DELLO STUDIO SPACCATA)

Già, a quel punto pensai subito, iniziando a ragionare sull’inquietante  e forse per certi aspetti, “provvidenziale” (per qualcuno), “saccheggio”,  e   chi potesse verosimilmente avere interesse a sbarrare “L’INDISCRETO”

E man mano che nella mia mente, come una ricerca di file di una memoria artificiale di un computer, scorrevano i pensieri che poi si fissano ad una fatto specifico: forse improbabile ma fattibile. E fissai nella mia mente, quel countdown della trasmissione tv “L’INDISCRETO” sulla pagina Fb, che avrebbe dovuto parlare di un preciso personaggio di Acireale conosciuto agli atti di alcune Procure della Repubblica siciliane.

E mente I Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania procedevano alla compilazione degli atti necessari, ed ai sopralluoghi, dentro me prendeva corpo ormai la convinzione che tutto ciò non poteva rientrare in una casistica di un comunissimo e casuale furto (i malfattori avevano prelevato solo computer ecc. ecc), e quindi, la cerchia degli “interessati” a quel materiale si andava sempre più restringendo.

Ed ebbi poi conferma sui miei dubbi che da li a poco si sarebbero verificati, ed anche con gran stupore.

E venne il momento quando i Carabinieri intervenuti, mi chiesero di verificare le immagini delle telecamere di sorveglianza della villa. Già, le telecamere, cosa quest’ultima  che avrebbe segnato codesto saccheggio  “casereccio”, colmo di tal tipo di tanto provvidenziale contributo: “le telecamere di videosorveglianza” (sic!).

Aperta la memoria del sistema di video sorveglianza, con gran stupore, e sbigottimento, vidi una figura - che al momento preferisco non svelare, ma in seguito certamente si - che faceva diversi viaggi dall’interno di casa in direzione verso l’esterno della villa, riponendo il frutto del saccheggio nella propria auto.

Non volevo credere ai miei occhi… e i Carabinieri vistomi nel profondo turbamento mi chiesero se conoscessi il soggetto chiaramente visibile e riconoscibile nelle immagini del sistema di video sorveglianza. “Si             - risposi - …si…conosco…”

 E tutto si ricuciva da solo, esattamente per come avevo prima concepito con la fantasia. E quelle sequenze video ne erano la conferma, senza se, senza ma. E chissà, vi era anche un mandante.

Lo scomodo programma L’Indiscreto - il nome è tutto dire - che doveva andare trasmesso prima sul web, e poi sull’emittente televisiva regionale UltimaTV – che preannunciava una puntata “indiscreta”, appunto, su un personaggio già conosciuto alle cronache giudiziarie siciliane. Avremmo parlato di un personaggio che avrebbe (per noi il condizionale è d’obbligo, e un po’ meno per il pool della DDA di Catania di quel tempo), intrattenuto rapporti con alcuni organismi della potente famiglia mafiosa dei Santapaola in Sicilia - così è riportato sull’operato del poll della DDA di Catania a quel tempo guidato dal Proc. Amedeo Bertone, e  da più organi di stampa siciliani.

E sin qui, siamo sui binari dell’ordinario fin quando però, io stesso   annunciai sulla pagina FB quel countdown su inquietanti rivelazioni. . Alcuni giorni dopo però, guarda caso, il countdown sulle inquietanti rivelazioni televisive s’interrompe, poiché qualcuno sfondando la porta, s’introduce nello studio della redazione satirica L’Indiscreto e “stranamente” asporta solo computer, alcuni hard disk che contenevano tutta la storia filmica del discusso programma televisivo, fascicoli             (due), ed altro.  Poi ancora i codici, parole chiave o altri mezzi idonei all'accesso ad un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza ed altro.

Perché, continuavo a chiedermi, forse per azzittire quella speciale puntata su quel soggetto di Acireale? Volevano darmi un segnale per piegarmi con il metodo mafioso della prepotenza? Un attacco alla democrazia direi amareggiato. Ma il cronista showman Massimo Scuderi - io -  anche se purtroppo in quel preciso momento, piegato da siffatto “saccheggio”non si abbatte, e trova la forza nel suo Indiscreto che agisce per conto ed in nome del riconoscimento di un'attività di tutela e accrescimento della democrazia.

Nei computer e negli hard disk, c’era esclusivamente tutto l’archivio e la storia filmica di anni del programma televisivo, a cui non sono mancati anche riconoscimenti di carattere nazionale.

In alte parole, il responsabile del “saccheggio” e del suo verosimile mandante – ove esistente – mi avevano procurato un danno di natura incalcolabile, inestimabile, e sterminato. La memoria storica di ben sette anni di archivio filmico…  

Tuttavia, “l’incaricato al saccheggio” forse ben sapeva che quella sera ed in quella precisa ora, in quella villa si poteva operare indisturbati.

A quel tempo, solidarietà per il vile e codardo atto è stata immediatamente espressa dal Sen.Mario Michele Giarrusso del M5S, dal Presidente della Fondazione Antimafia Antonino Caponnetto, il dott. Salvatore Calleri e dalla OMCOM - Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità Organizzata – e da tanti altri, come quello più apprezzato dall’editore Francesco Russo Morosoli e tutta l’emittente tv Ultimatv,che “coraggiosamente” ospitava il format tv. Infine anche il Prof. Avv. Mario Savio Grasso, a quel tempo difensore del programma tv “L’Indiscreto”, che chiese all’AG. di fare immediatamente luce sull’increscioso accaduto che lede la libera informazione.

E  a questo appello del Prof. Avv. Mario Savio Grasso, mi accodai  in quanto, io sia portatore di un interesse finalizzato alla repressione di più fatti criminosi che si erano concretizzati nella necessaria attività di approfondito accertamento, con riguardo all'obbligatorietà dell'azione penale, dello svolgimento delle indagini e del loro corretto epilogo, facendo presente che per le reiterate vicende, sono state presentate più denuncia/querela/integrazioni, per i fatti sopra riportati.

Cosicché, detto procedimento, veniva assegnato al S. Procuratore della Repubblica Dott. Andrea Ursino, che però, con atto notificato allo scrivente - quale persona offesa - il 27 febbraio 2019 con notizie di reato ha formulato richiesta di archiviazione con la seguente motivazione:

“…tanto premesso, si evidenzia innanzitutto che il furto è avvenuto nell’abitazione coniugale, che era luogo di lavoro del querelante; esso non è pertanto punibile ex art.649 co. 1 n.1 c.p.

Ritenuta quindi l’infondatezza della notizia di reato in quanto gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio e potranno essere adeguatamente valutati nella competente sede civilistica.”

Poiché tale richiesta apparve ingiusta, a nulla è valsa la formale                         “Opposizione all’archiviazione”, dove esplicitai che vi erano i motivi giuridici per condurre ad una prosecuzione delle indagini, e/o alla formulazione coatta dell’imputazione che, dalle insufficienti, limitate e parziali, indagini cui si chiese l’espletamento, avrebbero permesso un quadro probatorio inequivocabile dell’accaduto, che già al momento, comunque, è sufficientemente indicativo della penale responsabilità dell’indagato/i. Ma la risposta fu: Ex art.649 co. 1 n.1 c.p.

Comunque sia, con una puntata specifica, riferiremo con più chiarezza sull’episodio del “saccheggio” tutto per intero. Faremo nomi e cognomi di tutti gli attori coinvolti in detto scellerato gesto.