NOI DI INDISCRETO ABBIAMO PENSATO BENE DI AVVERTIRE IL COMUNE DI CIVITA CASTELLANA (VT) CHE IL SEGRETARIO GENERALE LUIGI ROCCO BRONTE HA UN SERIO PROBLEMA...
LO AVEVAMO DETTO CHE NOI DI INDISCRETO ARRIVIAMO OVUNQUE,E CI
SEGUONO DA OVUNQUE....

https://www.ilmessaggero.it/viterbo/civita_castellana_segretario_generale_comune_gela_rinviato_a_giu...

TRIBUNALE  DI GELA
MALTRATTAVA CON VIOLENZA LA  PROPRIA  MOGLIE 
RINVIO A GIUDIZIO DEL SEGRETARIO GENERALE DI MASCALUCIA (CT)  
BRONTE LUIGI ROCCO

 E mentre a Mascalucia, la ridente - ma in questo caso di cui vi stiamo riportando non c’è nulla da ridere - città ai piedi dell’Etna, pare non mancasse nulla. Dai dipendenti (solo quelli indicati nella scorsa operazione antimafia “Malupassu” condotta dai Carabinieri) che facevano i consulenti personali a favore dei vertici della famiglia mafiosa dei Malpassotu; dall’ex Comandante della Polizia locale, che chiedeva ai vertici della famiglia mafiosa dei Malpassotu alcune cortesie per il proprio figlio; dallo “Zio Affiu” consigliere comunale al servizio ai vertici della famiglia mafiosa dei Malpassotu; dall’ex sindaco Salvatore Maugeri, che offeso per esser stato accostato a presunte contiguità mafiose, ricorre addirittura in Cassazione - e perde su tutti i fronti, e nientemeno gli “Ermellini” lo condannato a pagare pegno - quando invece sono gli stessi vertici della famiglia mafiosa dei Malpassotu che nel loro dire, forse si pentono di averlo fatto salire (eleggere)-(da intercettazioni telefoniche Operazione Malupasso). Poi ancora, l’Assessore, Nino Rizzotto - nella giunta Vincenzo Magra - recentemente rinviato a giudizio per corruzione elettorale. Insomma, una città dove anche i giovani di famiglie per bene, vengono assoldati dalla malavita locale per spacciare droga. In fin dei conti, la lista è assai lunga.

Adesso invece, giusto appunto per dire che l’amministrazione comunale di Mascalucia non si fa mancare nulla, arriva un pesante macigno che invece colpisce il Segretario Generale Luigi Rocco Bronte. Quest’ultimo, è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Gela. E noi di Indiscreto - giusto per ricordarlo a qualcuno - prima o poi, a favore della legalità e delle verità nascoste, arriviamo ovunque. Sennò che indiscreti saremmo?

Ed ora,chiediamo ai “contigui”di Indiscreto la massima attenzione per quello che vi stiamo riportando. Oro colato,ovviamente, dove abbiamo rispettato (come sempre) il rispetto dei limiti della verità, della continenza e della pertinenza della notizia. Ovvio e fondamentale che la notizia pubblicata sia vera (questa), e che nella stessa sussista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti. Quindi, Il diritto di cronaca, infatti, giustifica intromissioni nella sfera privata laddove la notizia riportata possa contribuire alla formazione di una pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti. Difatti, il principio di continenza, infine, lo concentriamo sulla correttezza dell’esposizione dei fatti e la stessa informazione è mantenuta nei giusti limiti della più serena obiettività. (vedi Sentenza 8 maggio 2012, n. 6902 la Corte di Cassazione). Scusate il tecnicismo giuridico,ma è necessario esser chiari.

Principiamo che la scorsa mattina del 23 marzo 2021, a Gela, il Giudice per l’udienza preliminare dott.ssa Ersilia Guzzetta, all'esito dell’udienza preliminare del 23 marzo 2021 ha pronunciato nei confronti di BRONTE Luigi Rocco, nato a Mazzarino nel 69, l’imputazione per i reati di cui agli artt. 61 n. 11 quinquies,  che in sintesi stabiliscono l'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale e contro la libertà personale, commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza.

Ed inoltre per l’art. 572 c.p. che così recita: “Chiunque, maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione da tre a sette anni. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, ed anche - cita la legge - il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui al presente articolo si considera persona offesa dal reato ecc.ecc. Inoltre,se dal fatto deriva una lesione personale grave - seguita l’articolo di legge - si applica la reclusione da quattro a nove anni; ed ancor di più, se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni ecc.ecc. Ed anche qui,scusate il tecnicismo giuridico, ma è necessario per meglio farvi comprendere mentre ci affidiamo all’intelligenza e al buon senso dei lettori che sapranno formarsi un proprio libero convincimento. E purtroppo, proprio di lesioni                    - inconfondibilmente documentate da precisi referti del Pronto Soccorso - pare che ce ne siano state diverse e in differenti episodi, così pure come è lo stesso Gup dott.ssa Ersilia Guzzetta, ad indicarli. Quest’ultima, difatti, dispone il decreto di giudizio e veste quale imputato il BRONTE Luigi Rocco, perché, con condotte reiterate maltrattava la propria moglie.

Nella XVIII legislatura il Parlamento ha proseguito nell'adozione di misure volte a contrastare la violenza contro le donne (iniziata nella scorsa legislatura con la ratifica della Convenzione di Istanbul, le modifiche al codice penale e di procedura penale volte ad inasprire le pene di alcuni reati più spesso commessi nei confronti di donne, l'emanazione del Piano d'azione straordinario contro la violenza di genere), attraverso il perseguimento di tre obiettivi: prevenzione dei reati, punizione dei colpevoli e protezione delle vittime. In quest'ambito si pone, in particolare, l'approvazione della legge n. 69 del 2019 (c.d. codice rosso), volta a rafforzare le tutele processuali delle vittime di reati violenti, con particolare riferimento ai reati di violenza sessuale e domestica. E' stata inoltre istituita al Senato, la Commissione d'inchiesta monocamerale sul femminicidio. La tutela delle vittime di violenza domestica e di genere nella legge n. 69 del 2019. Il Parlamento ha approvato, con numerose modifiche, il disegno di legge del Governo C. 1455, volto a inasprire la repressione penale della violenza domestica e di genere e ad introdurre ulteriori disposizioni di tutela delle vittime. La legge 19 luglio 2019, n. 69, interviene sul codice penale, sul codice di procedura, sul c.d. codice antimafia e sull'ordinamento penitenziario.

Tornado ai capi d’imputazione a carico dell’imputato BRONTE Luigi Rocco, è lo stesso Gup dott.ssa Ersilia Guzzetta, ed indica che lo stesso Bronte, motivato da una morbosa gelosia, accusasse la propria moglie (ex) in modo ossessivo e pressante di ripetuti e continui tradimenti (pare cosa non vera). Quindi, noi ci chiediamo, e chiediamo anche a voi lettori di L’Indiscreto, se il BRONTE Luigi Rocco, fosse o meno giustificato nel picchiare la propria moglie? ovverosia picchiarla ripetutamente con schiaffi, spintoni e pugni. Angosciante apprendere come in quattro occasioni, l’afferrò per il collo causandole lividi e lesioni.

Poi ancora, l’1.2.2019, in occasione di una lite, BRONTE Luigi Rocco, afferrando le mani della propria moglie e strattonandola, le procurava diverse fratture alle dita della mano, contusioni alla coscia sinistra,            al ginocchio destro, e un trauma cranico non commotivo. Ed ancora, l’1.3.2019, in occasione di una lite, afferrando per le braccia la propria moglie, e strattonandola le procurava lividi e lesioni su entrambi gli avambracci con l’aggravante di quanto riportato sopra all’art. 61 n.11 quinquies. I detti fatti sono stati accertati a Gela,dal settembre 2018 al marzo 2019.

Tuttavia, sulla intera vicenda del Segretario Generale del Comune di Mascalucia quello che più inquieta, e forse adesso inquieterebbe anche la stessa amministrazione comunale (estranea ai fatti del proprio Segretario Generale) è che a Mascalucia, le iniziative e le associazioni contro la violenza alle donne, e le sue rispettabili panchine colorate di rosso sussistono, sono attive! Addirittura, a Mascalucia, già nel novembre 2016 fu inaugurato il “Centro antiviolenza per donne e minori” denominato “Orchidea”, su iniziativa a cura dell’Associazione “Cuore di Donna”.

Tuttavia, in occasione della “Giornata internazionale della violenza contro le donne” istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite”, il sindaco, Vincenzo MAGRA, sensibile al delicatissimo tema, il 20 novembre dello scorso 2020, assieme alla lodevole Associazione di Promozione Sociale e Culturale “Filoxenia”, nella piazza antistante il palazzo comunale, ha assistito alla pitturazione di colore rosso di una panchina dove sulla stessa è stata apposta una targa con il numero nazionale antiviolenza 1522.

Il sindaco Vincenzo Magra, in una intervista all’attento -e sensibile a codesti argomenti- organo d’informazione locale on line Catania News, in quell’occasione, asserì che bisognava sensibilizzare il più possibile affinché il termine violenza possa scomparire dalle cronache dei nostri giornali. Inoltre - seguitava il sindaco Magra - che dobbiamo e possiamo fare sempre di più e sempre meglio.

Siamo in chiusura, e vien da chiedersi: cosa farà il Sindaco di Mascalucia Vincenzo Magra, per ovviare (visto che lui stesso assiste alla colorazione delle panchine rosse) all’imbarazzante vicenda giudiziaria che vede travolto il suo subordinato Segretario Generale? Cosa farà il Sindaco di Mascalucia Vincenzo Magra e quali misure intenda adottare giusto per motivi di imbarazzante “opportunità”, per non far parlare tutta la nazione, e tutte le associazioni Anti violenza Nazionali - perché noi di Indiscreto, giusto questo stiamo per fare. Perché siamo contro ogni violenza alle donne (sic!).

Invece,adesso ci rivolgiamo al rispettabilissimo Segretario Generale dott. BRONTE Luigi Rocco. Fermo restando che noi di Indiscreto siamo e restiamo garantisti - giusto per essere chiari (sic!). Ossia la presunzione della sua innocenza è un principio del diritto penale secondo il quale lei, dott. BRONTE Luigi Rocco,nelle vesti di imputato, è considerato non colpevole sino a condanna definitiva, vale a dire, sino all’esito del terzo grado di giudizio emesso dalla Corte Suprema di Cassazione. E come ben sappiamo,nel diritto penale, l’imputato è innocente sino ad una sentenza di condanna che sia passata in giudicato.

Adesso, se lei, rispettabilissimo Segretario Generale di Mascalucia, dott. BRONTE Luigi Rocco, abbia riscontrato,anche una sola virgola, o un punto e virgola che non riporti le verità che abbiamo scritto con  queste 1.863 parole scritte (vedi conta parole), ce lo faccia sapere. Sottolineando che, se volesse replicare con un contraddittorio, siamo a sua disposizione poiché siamo facilmente rintracciabili. In ultimo, ma non per minore importanza, Bronte Luigi Rocco è difeso dall’Avv.Domenico Maraviglia del foro di Catania,e la moglie C.S. dall’Avv. Francesco Cottone del Foro di Gela.

Permetteteci di ringraziare “in nome del popolo Italiano” - giacché tutti noi lo rappresentiamo, e l'Italia è una Repubblica democratica, dove la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione -i Carabinieri di Gela e di Mascalucia (CT), ed il Commissariato di P.S di Gela, sempre attenti a qualsiasi campanello d’allarme che significhi violenza sulle donne, come il caso di cui vi abbiamo riportato.

E sulla magistratura, ci ritroviamo pienamente nelle parole pronunciate dal Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dette nel plenum del Consiglio Superiore della Magistratura il 21 giugno scorso: “Quanto avvenuto ha prodotto conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l’autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche per il prestigio e l’autorevolezza dell’intero Ordine Giudiziario, la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica”.

Ed è proprio dalla fiducia che crediamo sia essenziale ripartire - aggiungiamo noi -  da qui l’impegnativo titolo che è in nome del popolo che i Magistrati agiscono. Non è solo la formula, solenne, con cui i Giudici pronunciano le loro decisioni: è uno dei fondamenti della giurisdizione, da intendersi, rettamente, nel senso della democraticità della funzione; fiducia nel senso che i cittadini – in nome dei quali la giurisdizione viene amministrata – riconoscano “i loro giudici come garanti dei loro diritti”. Quindi, non cessiamo mai di avere fiducia nella legge e nella magistratura, e l’azione della magistratura di Gela, come in questo caso né è la riprova.